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  • Francesca

Recensione - La paziente silenziosa

Buongiorno Lettori!

Oggi parliamo di un libro che ultimamente sta sgretolando ogni classifica ed è chiaccheratissimo nella community letteraria mondiale. Recentissima uscita anche qui in Italia, grazie alla casa editrice Einaudi, io ovviamente non ho resistito alla tentazione e sono corsa immediatamente ad accaparrarmi la mia copia per potervene parlare. Lettori oggi parliamo de La paziente silenziosa.

 

Titolo: La paziente silenziosa

Titolo originale: The Silent patient

Autore: Alex Michaelides

Casa editrice: Einaudi

Serie: /

Formato: Brossurato con alette

Pagine: 400

Prezzo: 18,00 € (cartonato)

9,99 €(digitale)

 

La paziente silenziosa è l'esordio di Alex Michaelides nella narrativa crime. E lasciatemi dire che esordio! Non sono facile alle lodi semplici, questo si sarà senz'altro capito, anzi sono una lettrice piuttosto pignola che ricerca il mitico pelo nell'uovo e che legge con il taccuino delle note di fianco. Però ogni tanto capita anche a me di lasciarmi andare e di godermi un buon libro, solo io, le pagine e la storia. Con la paziente silenziosa è stato proprio così: sono partita prevenuta, lo ammetto per via delle molte critiche lette sul romanzo, ma nel giro di un paio di capitoli ho capito che era esattamente il tipo di storia che volevo leggere in quel momento. Complice anche la febbre (che ha pensato bene di illudermi di essermela scampata quest'inverno per poi palesarsi a giugno) mi sono letteralmente bevuta il romanzo in un paio di giorni e ne sono rimasta pienamente soddisfatta. Ma andiamo con ordine.

La paziente silenziosa è come dicevo un esordio che, diciamolo pure, complice anche una strategia di marketing vincente, si è immediatamente imposto nelle classifiche di vendita americane. Da lì è stato tutto un susseguirsi di riconoscimenti, lodi e traduzioni in decide di paesi e lingue. Giuntami la notizia della pubblicazione da parte di Einaudi ero felicissima anche se la trama, che ho letto in maniera molto superficiale, mi pareva a prima vista abbastanza piena di cliché; inoltre un esordio in un genere come il thriller psicologico non è certo una passeggiata e quindi ero giustamente sospetta! Le prime recensioni che hanno cominciato a trapelare poi erano molto discordanti tra loro: c'era chi lo aveva amato e chi lo aveva trovato noioso, addirittura chi non lo aveva capito. La mia perplessità era quindi ai massimi livelli. Adesso che l'ho letto però posso finalmente dire la mia: La paziente silenziosa non è certamente un romanzo che incontrerà il favore di tutti e questo spiega il perché delle recensioni assolutamente discordi tra loro. E il motivo è molto semplice: al di la dei cliché che solo superficialmente abitano l'intreccio, La paziente silenziosa è un thriller psicologico fine e ben architettato con una struttura complessa e che richiede l'ingaggio totale del lettore. A mio avviso non è una lettura da compiersi tra mille interruzioni, tra un sali e scendi dalle metro o cinque minuti prima di dormire. E' una lettura che va fatta quasi tutta d'un fiato e che chiede l'attenzione totale e la mente completa del lettore. Senza la complicità totale del lettore la storia si sgretola perché si perdono i dettagli e soprattutto si perde l'ottima costruzione messa in piedi dell'autore della suspence.

Inoltre, come accennavo prima, La paziente silenziosa ha molti elementi "classici" di un thriller psicologico comune: ad esempio l'ambientazione - un ospedale psichiatrico fatiscente sull'orlo del fallimento - una protagonista - Alicia Berenson - con un oscuro passato alle spalle e molti altri elementi del genere, ma non ha assolutamente uno sviluppo classico, anzi. L'evolversi della vicenda non è assolutamente né razionale ne lineare e sopratutto la chiave di lettura fondamentale per poter comprendere il libro sarà rivelata solo sul finale e questo comporta che il lettore faccia uno sforzo per arrivare a comprendere quello l'autore dice solo tra le righe e senza mai rivelarlo apertamente, ovviamente rielaborando a ritroso tutti gli elementi che gli erano stati forniti durante la narrazione per analizzarli alla luce della nuova rivelazione. E questo può non essere di gradimento a tutti i lettori, che a volte preferiscono una spiegazione più lineare. Sarò onesta: nonostante tutti i thriller che mi leggo, La paziente silenziosa è riuscita a sorprendermi perché il twist finale non è assolutamente scontato ne facilmente intuibile proprio per la chiave di lettura di cui sopra. E' stato un'azzardo da parte dell'autore? Assolutamente si! Ma dato il finale direi che è ha saputo cavarsela egregiamente.

Insomma La paziente silenziosa è uno di quei romanzi che una volta terminato viene voglia immediatamente di rileggerselo proprio perché conoscendo il finale si vorrebbe comprendere a pieno tutti i dettagli che alla prima lettura possono essere sfuggiti, almeno per me è stato così.

E dunque alla fine di questo emozionante viaggio sulle montagne russe della psiche umana posso dare finalmente il mio giudizio su uno dei romanzi più chiacchierati di questa stagione letteraria: leggetelo e rileggetelo perché non resterete delusi, a patto di essere psicologicamente pronti e preparati.

 

Consigliato? Si consigliato ma con le pinze. Come detto La paziente silenziosa non riscontrerà il favore di tutti proprio perché non articolato come il classico thriller psicologico da ombrellone. A patto di essere pronti, anche a rileggerlo per comprenderlo fino in fondo e di dedicargli tutto il tempo necessario per la lettura, l'esordio di Michaelides saprà ricompensarvi egregiamente.

 

Coinvolgimento: 5/5

Stile: 5/5

Personaggi: 5/5

Vicenda: 5/5

World building: 5/5

Finale: 5/5

****Giudizio: 5/5 ****

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