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  • Francesca

Recensione - L'ultima sera di Hattie Hoffman

Buongiorno Lettori!

Questa mattina le temperature qui da me sono finalmente calate drasticamente e l'inverno comincia a farsi sentire sul serio. Io ho già tirato fuori il mio amato cappotto, acceso una candela profumata e con il vetro appannato dalla condensa ho aperto il pc sulle ginocchia per portarvi i miei pensieri su una delle ultimissime letture che ho concluso. Lettori oggi parliamo di Mindy Mejia e del suo "L'ultima sera di Hattie Hoffman".


 

Titolo: L'ultima sera di Hattie Hoffman

Autore: Mindy Mejia

Serie: /

Casa Editrice: Einaudi

Formato: brossura con alette

Pagine: 400

Prezzo: 19,90€ (cartaceo)

9,90€ (digitale)


Innanzitutto mi preme esprimere un concetto totalmente slegato da quello che sarà poi il mio giudizio sul romanzo ma che, anche se frivolo, non posso non condividere. Siamo tutti concordi nell'affermare che un romanzo non si giudica dalla copertina, ma altrettanto credo concorderete con me sull'importanza che gioca la copertina nelle scelte d'acquisto e di lettura per un lettore. Ora, indipendentemente dai gusti estetici sulla cover di questo romanzo, che personalmente trovo discutibili sia nella versione originale che in quella italiana, vorrei capire quale sia il motivo per cui una casa editrice sceglie di rappresentare in copertina un'immagine che a me ricorda immediatamente gli anni 60/70 (sia per il look della ragazza rappresentata in foto che per i colori usati), ben sapendo che invece la vicenda narrata nel romanzo si svolge totalmente ai giorni nostri. Trovo non solo che sia una scelta discutibile, ma in un certo senso anche pericolosa in quanto svia totalmente le aspettative del lettore che si ritrova in un certo qual modo tradito dalle promesse non mantenute che la copertina ha ispirato al momento dell'acquisto. Sotto questo aspetto, almeno, le cover originali erano più neutre, seppur ripeto, esteticamente discutibili allo stesso modo.

E chiarito questo aspetto, frivolo ma necessario a mio parere, passiamo invece all'analisi del testo vero e proprio.

Quando ho parlato nella TBR del mese de L'ultima sera di Hattie Hoffman ho detto che il libro era un procedural thriller. Ebbene a lettura ultimata non posso che cominciare a discuterne partendo proprio da questa definizione che, sebbene riduttiva come tutte le etichettature, aiuta comunque a chiarire alcuni aspetti. Personalmente non parlerei più di thriller in quanto la tensione narrativa, anche se presente, non è il focus del romanzo. E neppure parlerei di procedura per arrivare alla soluzione dell'omicidio con cui si apre il libro. Quello che seguiamo infatti è una narrazione da tre POV differenti, chiaramente legati tra di loro ma che, narrativamente parlando, non si toccheranno mai se non a beneficio del lettore che in quanto onnisciente avrà la visione totale della vicenda. L'approccio, devo dire, non mi è dispiaciuto sopratutto perché la caratterizzazione dei personaggi è ottima; forse un pelo soggetta a cliché e stereotipata, ma nel totale funzionante. L'ultima sera di Hattie Hoffman è infatti una lettura che dal macrogenere a cui appartiene attinge molti elementi e rispetto al quale - in definitiva - non aggiunge nulla di nuovo: il movente dell'omicidio, l'ambientazione mid west americana, l'assassino e le modalità con le quali ha ucciso nonché l'indagine stessa, così come i ruoli dei personaggi sono quanto di più comune si possa leggere in giro. Quello che rende a mio parere il romanzo della Mejia un buon romanzo e che quindi sento di consigliare senza riserve è sicuramente lo stile puntuale e descrittivo il giusto, con una scorrevolezza non scontata che sembra fluire direttamente dalla penna dell'autrice senza sforzo alcuno, e che di conseguenza vi farà voltare le pagine senza nemmeno rendervene conto. L'altro elemento portante già citato prima sono i personaggi, che nella loro "semplicità" sono riusciti a conquistarmi totalmente.

In ultima analisi infatti il romanzo della Mejia è proprio questo: la storia dei personaggi che popolano le sue pagine. La storia di un minuscolo paese nel cuore rurale dell'America, con tutte le sue contraddizioni e ipocrisie, così come la storia di una ragazza e dei suoi sogni, ma anche la storia di come la vita ponga inesorabilmente di fronte ai fallimenti e di come a volte i nostri desideri trasformino anche le persone più insospettabili in elementi con pulsioni totalmente distruttive.

In conclusione dunque anche se anche L'ultima sera di Hattie Hoffman si è rivelato essere piuttosto diverso dal tipo di lettura che credevo fosse non mi posso certo lamentare: scritto bene e con una pletora di personaggi squisitamente descritti e caratterizzati saprà intrattenere molto piacevolmente il lettore.

 

Consigliato? Assolutamente si. Consigliato anche a non lettori forti del genere giallo in quanto potranno trovarvi un romanzo dai risvolti più ampi, con una forte caratterizzazione dei personaggi a guidare l'intero processo narrativo. Consigliato a chi ama Shakespeare e le classiche ambientazioni rurali americane.

 

Coinvolgimento: 4/5

Stile: 5/5

Personaggi: 5/5

Vicenda: 4/5


****Giudizio: 4.5/5****



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