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  • Francesca

Recensione - Chi ha ucciso mia sorella

Buongiorno Lettori!

come state? E' arrivato l'autunno dalle vostre parti? Dalle mie si e l'aria al mattino si è fatta bella frizzante mentre le foglie ingialliscono sugli alberi.

Oggi vi porto la recensione sull'ultima lettura che ho concluso e che chiude anche le letture di Settembre per la sottoscritta. Un romanzo fresco di stampa che ho avuto modo di leggere a cavallo della sua uscita e da cui davvero non sapevo cosa a spettarmi, visti i miei precedenti con l'autrice. Lettori, oggi parliamo di Julia Heaberlin e del suo Chi ha ucciso mia sorella.

 

Titolo:Chi ha ucciso mia sorella

Autore: Julia Heaberlin

Serie: /

Casa editrice: Newton Compton

Formato: rilegato

Pagine: 355

Prezzo: 12,00€ (cartaceo)

0,99€ (digitale)

 

Julia Heaberlin non è nuova nel panorama dei thriller. Per chi mastica un po' il genere e frequenta le librerie sa già che circa un anno fa è approdato in Italia Gli occhi neri di Susan, il romanzo che l'ha consacrata alla ribalta del panorama letterario e che le ha donato fama e popolarità. Io ho letto Gli occhi neri di Susan l'anno scorso e dunque la Heaberlin non è nuova nemmeno nel mio personale panorama di letture. Quando ho scoperto che, grazie al successo raggiunto, anche gli altri titoli dell'autrice avrebbero beneficiato di visibilità e sarebbero stati tradotti in Italia ero molto contenta: la Heaberlin è senza ombra di dubbio un'autrice molto particolare, con uno stile non convenzionale e che per questo merita sicuramente l'opportunità di poter dir la sua nel grande mare dei thriller in circolazione, a prescindere da quello che sarà l'esito della lettura.

Avendo letto il precedente romanzo ho potuto fin da subito ragguagliare delle somiglianze in termini di stile e di contenuti, il che sottolinea ancora una volta come l'autrice abbia in realtà uno spessore artistico non indifferente e come le chiavi di lettura dei suoi scritti siano sempre più di una. Primo su tutti spicca il grande inno al Texas, terra natale della Heaberlin e sfondo dei suoi romanzi. Un Texas arcano e misterioso, che si svela al lettore a poco a poco e sempre in simbiosi con il romanzo stesso. Un Texas carico di significati nascosti e di tradizioni antiche che non è solo sfondo dunque ma anche protagonista. In Chi ha ucciso mia sorella poi si affronta anche il tema della demenza senile, argomento molte volte interpretato e sviluppato in letteratura, ma che nasconde sempre grandi insidie e difficoltà di resa a mio avviso.

La Heaberlin però non si ferma e mischia tutto questo con un altro grande tema spinoso e difficile: l'ossessione che qui è interpretata da Grace, la nostra protagonista, per la quale l'omicidio della sorella, avvenuto anni prima e mai risolto, continua a essere un evento tormentoso. Un altro tassello dunque, che aggiungendosi a quelli già elencati in precedenza va a creare il complicato arazzo sul quale prendono vita le vicende di Chi ha ucciso mia sorella.

Già questi primi elementi dovrebbero dunque dare un'idea della particolarità del lavoro dell'autrice che, come già in passato, male si presta alle nette categorizzazioni e per il quale è difficile trovare un' "etichetta" con cui definirlo. A metà strada tra un thriller, un romanzo di formazione e un dramma famigliare passando per un viaggio on the road, Chi ha ucciso mia sorella non è sicuramente un libro facile da leggere, complice anche uno stile articolato e onirico che non si da via al lettore (almeno non subito), e che pieno di contraddizioni e di cose non dette scopre le sue carte solo a fine lettura. Catapultati all'interno della storia, dunque, si conoscono brutalmente i personaggi e si leggono delle loro azioni, ma non ci sono spiegazioni o background a supportarne la lettura - almeno non subito - e il lettore è costretto a proseguire per conoscere la verità. Ma il viaggio - sia figurato che fisico attraverso il libro - è costellato di ribaltamenti e twist più o meno importanti (e riusciti) che tolgono ogni certezza e lasciano soli in balia di carta e inchiostro. Bisogna quindi essere pronti per affrontare la lettura, consapevoli che probabilmente alcune delle risposte che cerchiamo non arriveranno mai, neppure a libro ultimato. È questa la vera particolarità della Heaberlin, il suo tratto distintivo, la sua firma unica e inequivocabile.

Per quanto mi riguarda dunque, nonostante fossi preparata a leggere un romanzo del genere (vista la mia pregressa esperienza con l'autrice) devo dire che ho trovato Chi ha ucciso mia sorella davvero troppo esagerato. Troppo blando come thriller da un lato e troppo focalizzato su filosofeggi che onestamente non avevo interesse nel leggere dall'altro. Lo stile della Heaberlin è qui a un livello troppo astratto e alto per quello che io personalmente vado cercando in un romanzo, troppo onirico e distaccato dalla realtà che alla fine ha ottenuto il solo risultato di annoiarmi a morte. Idem si dica per i suoi personaggi che per quanto mi riguarda sono stati troppo strani e bizzarri, totalmente fuori da ogni schema logico, incomprensibili e illeggibili. Il fatto che poi l'autrice fornisca alcune risposte troppo tardi nel dipanarsi della storia ha fatto si che ormai avessi perso del tutto interesse per la vicenda e i personaggi, e con essa ogni speranza di ribaltare il mio giudizio sulla lettura. Il non dare poi nemmeno una chiusura completa ed esaustiva a chiosa di tutto il romanzo ha inoltre ulteriormente esasperato la mia irritazione e la mia insofferenza generale.

 

Consigliato? Come sempre le mie sono semplici opinioni del tutto personali che, sicuramente, riflettono il mio umore nel momento in cui leggo e recensisco un romanzo. Può quindi benissimo essere che a qualcuno questo romanzo piaccia e lo apprezzi molto più di quanto non sia stata in grado di fare io. Tuttavia non mi sento di consigliarlo, più che altro perché ritengo che io e l'autrice siamo su due piani nettamente differenti; se proprio volete leggere qualcosa della Heaberlin vi consiglio il suo precedente romanzo.

 

Coinvolgimento: 1/5

Stile: 2/5

Personaggi: 2/5 Vicenda: 3/5


****Giudizio: 2/5****

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