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  • Francesca

Recensione - Ogni piccola bugia

Buongiorno Lettori!

Oggi tempo di recensioni con le mie impressioni sull'ultimissimo libro concluso che aveva tanto riscosso successo quando ne avevo annunciato la lettura. Purtroppo le cose non sono andate come previste, anzi! Curiosi di sapere di più? Non vi resta che continuare a leggere ;)


"Non siamo che fantasmi delle persone che speravamo di diventare, repliche contraffatte di quelle che volevamo essere"

 

Titolo: Ogni piccola bugia

Autrice: Alice Feeney

Serie: /

Casa editrice: Nord

Formato: rilegato con sovracoperta

Pagine: 324

Prezzo: 16,90€ (cartaceo)

€ (digitale)

 

Sembra essere destino in questo periodo: per quanto io brami di leggere un thriller psicologico soddisfacente in grado di inchiodarmi alla sedia e alla pagina e che non mi faccia dormire la notte per la smania di leggere solo un altro capitolo, non riesco a trovarne uno all'altezza delle mie aspettative!

Ho provato con Wulf Dorn e il suo Incubo, certa che mi sarebbe piaciuto e che mi sarei ritrovata con la mascella cascante a tesserne le lodi e a raccomandarne a lettura a chiunque mi chiedesse un consiglio. Insomma parliamo pur sempre di Dorn, no?! E invece, con mio grande disappunto, mi sono dovuta ricredere. Scontato e a tratti banale è stata una storia che è volata via, senza lode ne infamia.

Perché allora non puntare su un nuovo nome nel panorama del thriller psicologico, mi sono detta? Perché non dare un'occasione a questa esordiente, accolta molto positivamente dalla critica e dai lettori d'oltremanica (e oceano), il cui libro è stato definito straordianario e - cito letteralmente - "con un finale da far gelare il sangue nelle vene"? Tutto sembrava perfetto, le premesse erano ottime: avevo la soluzione per il mio problema.

La verità è che, contro ogni pronostico, contro persino la mia volontà ho dovuto capitolare e ammettere che nemmeno Ogni piccola bugia è riuscito a darmi quello che cercavo.

Effettivamente va detto che per essere una prima opera, l'esordio della Feeney è davvero, a tratti, memorabile. Quella che l'autrice mette in piedi è una storia cupa e a tratti anche angosciosa che seppur non porta nulla di nuovo nel panorama della lettura thriller - le dinamiche sono qualcosa di già letto e visto - riesce comunque a fare presa sul lettore. Le pagine si girano velocemente, complici anche i capitoli brevi e molti piccoli cliffhanger o rivelazioni che strategicamente "abitano" la fine del paragrafo. La narrazione si articola su tre piani temporali differenti e, sebbene all'inizio si rimanga un po' spiazzati da questi salti piuttosto bruschi nella vita della protagonista, ben presto si ingrana il ritmo procedendo in maniera spedita nella lettura. I twist narrativi ci sono e sono anche parecchi; in effetti il ritmo al quale si susseguono è davvero impressionante, tanto che per un attimo si fa quasi fatica a starci dietro. Persino il finale non lascia tregua al lettore, sparandogli addosso un ultimo, conclusivo, colpo di scena.

La componente thriller dunque c'è, quella psicologica pure, ma la chimica tra le due parti non ha funzionato per me. Tutti (o quasi) i numerosi capovolgimenti e i twist narrativi infatti perdono potenza e non arrivano al lettore con la giusta capacità di ribaltamento della situazione che invece mi sarei aspettata. Ci ho riflettuto un po' a riguardo e credo che ciò dipenda sia dalla complessità della vicenda delineata (a furia di capovolgimenti infatti si perde la bussola su chi abbia fatto cosa) sia dalla scelta dell'autrice di disseminare qui e lì piccoli indizi al lettore, il quale (a meno di non essere molto molto distratti) non può fare a meno di cogliergli e dunque cominciare a mettere insieme i pezzi per conto proprio. Così quando ciò che si sospetta si concretizza - secondo le tempistiche dell'autrice - il motivo di esistere di un twist narrativo in un thriller psicologico viene pesantemente ridiemensionato, almeno a mio parere. Non so sia chiaro quello che sto cercando di spiegare (non è facile farlo senza fare spoiler), ma è come pretendere che dopo aver disseminato bucce di patate in giro per casa ci si aspetti che il lettore si meravigli perché effettivamente la protagonista sta cucinando la zuppa di patate!

Perciò la sensazione che ne ho ricavato in generale da questo romanzo è stata molto particolare e contrastante: sulla carta infatti tutto torna, Ogni piccola bugia risulta un thriller ben congegnato a cui non manca davvero nulla: densissimo di colpi di scena e sì, con un finale agghiacciante. Ma nella mia testa nulla di questo fermento si è concretizzato. Non mi ha dato nessuna emozione forte, insomma. Non mi ha scosso da dentro. Non mi ha elettrizzato. Non mi ha galvanizzato. Non mi ha conquistata, in definitiva.


E dunque la mia ricerca continua. Sono ancora in cerca di un thriller in grado di lasciarmi senza parole e che mi sappia conquistare, ma si sa: chi la dura la vince!

 

Consigliato? Mah, a mio parere esistono thriller migliori in circolazione.Non è un brutto libro, solo non è il thriller psicologico che ti ghiaccia il sangue nelle vene, per l'appunto

Consigliabile forse solo a chi si approccia da poco al genere, per i lettori più navigati c'è sicuramente altro verso cui tendere.

 

Coinvolgimento: 3/5

Stile: 4/5

Personaggi: 5/5

Vicenda/Narrazione: 3/5


****Giudizio:3,75/5****




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