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  • Francesca

Recensione - Vortici

Buongiorno Lettori!

oggi è tempo di recensione, questa volta vi porto con me al circolo polare artico con un thriller nordico denso di twist da cardiopalma!


"Normalmente a questo punto delle indagini, di fronte a una svolta risolutiva, Niklas sentiva sempre una certa euforia, una soddisfazione nel mettere alle strette un sospettato dopo settimane o mesi di investigazioni. Stavolta non provava altro che tristezza."

Titolo: Vortici

Autore: Frode Granhus

Serie: Rino Carlsen #1

Casa Editrice: Atmosphere Libri

Pagine: 333

Formato: Brossura

Prezzo: 17,00€ (cartaceo)

                4,99€ (digitale)

Isole Lofoten, nord Norvegia, una manciata di kilometri dal circolo polare artico. Il cielo terso, l'aria carica della premessa dell'inverno che sta avanzando e tra le acque gelide una bambola di porcellana galleggia verso riva, con le braccia tese al nulla, approdando infine in un' insenatura davanti al villaggio di Bergland. Più a sud, tra le vie di Bodø, cittadina costiera e sede amministrativa locale, un vendicatore mette a segno aggressioni di inaudita violenza, sfogando il suo sadismo su ingnare vittime.

Sono questi i punti di partenza del thriller firmato da Frode Granhus, autore norvegese al suo debutto in Italia, ma molto noto in patria dove la serie di cui Vortici fa parte conta già ben sei volumi.

Attraverso l'utilizzo di una doppia narrazione separata, costruita e affidata ai due protagonisti della vicenda, l'autore guida il lettore tra paesaggi di una bellezza struggente, in un crudele gioco degli specchi in cui nulla è come sembra. L'intreccio parte lento, quasi sottotono e con il rischio di trarre in inganno il lettore più sprovveduto. In realtà, nell'arco di un paio di capitoli, la narrazione prende decisamente corpo e ripiega in breve tempo su particolari che spaziano dal sadico all'inquietante, sorprendendo e conquistando. Colpi di scena e twist narrativi si susseguono a ritmo incalzante sopratutto sul finale in cui, come una spirale che tende al suo massimo punto, la storia assume finalmente un significato e tutti i numerosi pezzettini che la compongono trovano definitivamente una collocazione.

L'ambientazione è sicuramente uno degli elementi che maggiormente ho apprezzato ed è anche una componente non trascurabile nella vicenda che Granhus ci regala. Ma non c'è da ingannarsi però, perché per quanto mitigata da una magnifica cornice scenografica, la storia che prende vita in Vortici è densa, nera e affonda le sue radici in un passato povero e gretto in cui la mancanza d'amore ha generato mostri. Tristezza e rassegnazione coprono infine il tutto, lasciando il lettore amareggiato e impotente di fronte all'epilogo agrodolce. La coralità e la complessità nonché la plausibilità dell'intreccio sono stati infine altri elementi che mi hanno conquistato, rendendo l'esperienza di lettura solida, compatta e in definitiva promossa.

Tuttavia non posso fare a meno di menzionare di alcuni aspetti che non sono riusciti a convincermi fino in fondo. In primis la fastidiosa tendenza dell'autore a mettere il lettore in posizione svantaggiata rispetto ai protagonisti, lasciandolo volutamente nella tensione e nell'incertezza sulla correttezza dell'intuizione, addirittura per capitoli interi. Se da un lato è vero che è un mezzo efficiente per alzare vertiginosamente l'asticella dell'eccitazione, lasciando il lettore sul bordo della poltrona e con la sua attenzione completamente tra le righe del libro, dall'altro lato abusandone si rischia di perderne completamente il coinvolgimento e l'attenzione, rovinando la sinergia e l'intesa che si era creata fino a quel momento.

L'altro elemento che ho trovato quantomeno carente all'interno della narrazione, almeno per quanto mi riguarda, è stata l'empatia con i personaggi che purtroppo ho faticato a trovare per gran parte del romanzo, nonostante andassi agognandola disperatamente.

Con ciò mi sento comunque di sottolineare come Vortici si configuri certamente come un thriller nordico con molti pregi e qualche difetto, ma anche come un thriller che - per le sue particolarità in fatto di trama, twist narrativi e intreccio -  può essere considerato borderline con i thriller di tradizione anglo-americana e quindi potenzialmente in grado di piacere a un pubblico più ampio, giocando il proprio apprezzamento su più fronti.

Un'ultima nota di lode va per la traduzione che ho trovato estremamente scorrevole e ben curata.

Consigliato? Si, consigliato se volete dare un'occasione a un autore con potenzialità molto buone, che saprà regalarvi una storia thriller  ricca di riflessioni profonde e importanti. Non è il thriller perfetto, ma i presupposti per un ulterioriore evoluzione in meglio ci sono tutti.

Coinvolgimento: 3/5

Stile: 4/5

Personaggi: 3/5

Vicenda/Narrazione: 3/5

Giudizio: 3,25/5

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